Marsilio,

Anteprime!!!!

mercoledì, aprile 29, 2015 Baba Desperate Bookswife 9 Comments

Giorno!! Come state? Io alla grande, periodo positivo, senza particolari motivi, mi sento come Pumba mentre canta Hakuna Matata. Va bè...a parte questo, vi vorrei mettere a conoscenza di tre prossime uscite. Eccole qua!!



Finalista del premio letterario Dylan Thomas Prize 2014 e del Flaherty-Dunnan

Titolo: Piccola Dea
Autore: Rufi Thorpe
Casa Editrice: Sonzogno
Pagine: 272
Prezzo: 16,50€
Pubblicazione: 7 maggio 2015

Sinossi: A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l'amica del cuore. Lorie Ann e Mia, in riva all'oceano della California, sdraiate al sole a scambiarsi segreti, mentre provano a schiarirsi i capelli con il succo di limone, di questa amicizia ne sanno qualcosa. Diversissime tra loro, eppure unite come sorelle, crescono complici e spensierate: non passa giorno senza che l'una sappia nell'intimo cosa nasconde il cuore dell'altra. Siamo nei festosi anni Ottanta, e all'inizio di questa loro storia, che durerà per altri vent'anni, Lorie Ann e Mia si fanno una confidenza che scotta e che impone una decisione complicata: hanno sedici anni e sono rimaste incinte. Mentre Mia è la bulla, scostante, con una famiglia sgangherata, Lorie Ann è la perfezione, quella che tutti invidiano: per la sua bellezza solare, il carattere aperto e generoso, la vita serena avvolta da una famiglia unita. Se la biologia c'entrasse col destino, e la scelta coraggiosa di Lorie Ann di non abortire, all'opposto dell'amica, dovesse venire premiata, avrebbe dovuto essere lei quella baciata dalla fortuna e dal successo. Invece, anno dopo anno, Lorrie Ann scivola in tutt'altra esistenza, e a Mia, pienamente realizzata, non resta che documentare, e interrogarsi sulle ragioni per cui la sorte abbia riservato alla sua "divina" amica un percorso tanto accidentato. Definito in patria un debutto stellare, il romanzo di Rufi Thorpe mostra, con uno stile vivido e graffiante, la profondità dell'amicizia, la natura ambigua della maternità, dell'amore e della lealtà.

Notizie sull'autrice:  Rufi Thorpe è nata in California e vive a Washington D.C. Questo è il suo primo romanzo, finalista del prestigioso premio letterario Dylan Thomas Prize 2014 e del Flaherty-Dunnan. Il debutto è stato acclamato dalla critica americana come una delle rivelazioni dell'anno.






Titolo: Il ritorno del Colonnello Arcieri
Autore: Leonardo Gori
Casa Editrice: Tea
Pagine: 364
Prezzo: 14,00€
Pubblicazione: 14 maggio 2015

Sinossi: Parigi, maggio 1968. Tra i passanti che osservano dal marciapiede gli studenti in rivolta invadere i boulevard c'è anche Bruno Arcieri. A Parigi Arcieri si sta nascondendo: da chi ha cercato di ucciderlo, dai ricordi, dai rimorsi, dai fantasmi del passato. Si fa chiamare Marcel, aiuta nella cucina di un bistrot e si è fatto pure crescere la barba. Ha trovato anche uno sguardo amico, quello di Marie, ma è inquieto, si sente braccato, ed è stufo di scappare. Così, quando gli «amici» gli consigliano di lasciare la città e cercarsi un altro rifugio, magari in Spagna, Arcieri non ci sta. Sì, lascerà Parigi, ma per tornare a Firenze, per saldare i conti sospesi, fare chiarezza, forse giustizia, e combattere un'altra battaglia, anche se dovesse essere l'ultima. Alla fine di un viaggio avventuroso, l'uomo che il 15 maggio 1968 scende dal treno alla stazione di Santa Maria Novella non è più Marcel, è il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri. È tornato, e non per stare a guardare. Leonardo Gori torna con questo romanzo di grande intensità al suo personaggio più complesso e amato, un servitore dello Stato critico, forte e profondamente leale; che dello Stato ha condiviso ambiguità, disastri e grandezze, finendo col portarne le stesse cicatrici.


Notizie sull'autore: Leonardo Gori vive a Firenze. È autore del ciclo dei romanzi di Bruno Arcieri: prima capitano dei Carabinieri nell’Italia degli anni Trenta, poi ufficiale dei Servizi segreti nella seconda guerra mondiale e infine inquieto negli anni Sessanta del Novecento. Il primo romanzo della serie è Nero di maggio, ambientato a Firenze nel 1938, cui sono seguiti Il passaggio, La finale, L’angelo del fango (Premio Scerbanenco 2005), Lo specchio nero e Il fiore d’oro, gli ultimi due scritti con Franco Cardini. La serie di romanzi è in corso di riedizione in TEA. È anche autore di fortunati thriller storici e co-autore di importanti saggi sul fumetto e forme espressive correlate (illustrazione, cinema, disegno animato).
leonardogori.com


Mi sono innamorata della prima indagine  di Erika e del suo paesino nordico Fjällbacka già dalle prime pagine de "la principessa di ghiaccio", continuerò a leggere le sue indagini.

Titolo: Il segreto degli angeli
Autore: Camilla Lackberg
Casa Editrice: Marsilio
Genere: giallo
Pagine: 486
Prezzo: 19,00€
Pubblicazione: 7 maggio 2015

Sinossi:  Decisa a cominciare una nuova vita, Ebba fa ritorno a Valö, la splendida isola della sua infanzia affacciata sulle casette bianche e le rocce scoscese di Fjällbacka, nell’idillio dell’arcipelago svedese. Vuole rimettere a posto la colonia che le appartiene e che non ha più rivisto dal giorno in cui, una vigilia di Pasqua di molti anni prima, la sua famiglia scomparve nel nulla, lasciando dietro di sé solo una tavola apparecchiata a festa e una bambina di un anno che vagava smarrita. Nessuno li rivide più; nessuno fu mai in grado di stabilire cosa fosse realmente accaduto. Un mistero che da sempre stuzzica la curiosità di Erica Falck, ora entusiasta all’idea di poter riprendere in mano la sua personale indagine su quell’oscura storia. Ma sembra che per Ebba non ci sia pace. Qualcuno vuole allontanarla, disposto a tutto per proteggere il segreto dell’isola. Dopo un incendio scoppiato nella notte, le minacce si fanno sempre più incalzanti: Ebba ha già perso tutto, eppure c’è ancora qualcuno che desidera la sua morte. A Erica e Patrik non resta che unire le forze per trovare le ragioni di un rancore che gli anni non hanno placato, cominciando da un debole indizio: vecchie tracce di sangue che i lavori di restauro hanno portato alla luce nella colonia di Valö. Una sorta di fi lo rosso che si snoda a ritroso, conducendo a un passato lontano quando, all’inizio del secolo scorso, Fjällbacka conobbe una misteriosa «fabbricante di angeli».


Notizie sull'autrice:  Camilla Läckberg (1974) vive a Stoccolma.  Il guardiano del faro è il settimo episodio della sua fortunata serie poliziesca, protagonisti Erica Falck e Patrik Hedström, in uscita in 55 paesi con più di quindici milioni di copie vendute nel mondo. Diventata anche serie televisiva di successo, in Italia va in onda su laEffe.

Alla prossima, with love...
Salvia

9 commenti:

Mondadori,

Recensione: "Il Grande Gorsky" di Vesna Goldsworthy

lunedì, aprile 27, 2015 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Buongiorno, innanzi tutto, dopo i saluti, vorrei ringraziare l'Ufficio Stampa della Casa Editrice Mondadori per avermi permesso di leggere e recensire questo romanzo. Probabilmente in libreria non lo avrei preso in considerazione, forse perchè molto sottile o semplicemente perchè Titolo e Cover non avrebbero catturato in pieno la mia attenzione. Il bello è proprio questo: leggere una storia e scoprirne il valore. Quando leggo un romanzo che a priori so che potrebbe piacermi, e poi, mi garba, è appagante, ma lo è di più scoprire una perla all'interno di una conchiglia che avevo palesemente ignorato.









Titolo: Il Grande Gorsky
Autore: Vesna Goldsworthy
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 168
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione: 14 aprile 2015

Sinossi: cliccare qui 

Notizie sull'autrice:  Vesna Goldsworthy è nata a Belgrado nel 1961 e vive a Londra. Scrive in inglese, la sua terza lingua. E' autrice di Memoir, raccolte di poesie e scritti letterari. Il Grande Gorsky è il suo primo romanzo.

VOTO



COMMENTO

Nicholas è un libraio, scappato dalla sua terra d'origine con una laurea in tasca e accompagnato da una solitudine dirompente. E' arrivato fino a Londra, sperando di mimetizzarsi tra la folla per poter vivere una vita normale, lontano dalla guerra e dalle brutture del suo paese d'origine.
.
All'interno della biblioteca dove presta i suoi servigi conosce un certo Gorsky, un russo dal fascino indiscutibile e dal carisma ammaliante. L'alto e biondo cliente sembra arrivare direttamente da un altro mondo, i suoi modi sono aristocratici e il denaro non è un problema. Consegna un assegno con tanti zeri a Nicholas, chiedendogli delle opere molto rare e particolari per arricchire la sua biblioteca.

Un romanzo contemporaneo che ricorda i classici di altri tempi, personaggi dalla bellezza eterea, che sembrano aver letto il Galateo completo, dagli sguardi malinconici e distanti vivono ingabbiati all'interno dei loro personaggi. Tra una riga e l'altra si percepisce la sofferenza dell'io narrante, quasi l'invidia per un amore che non possiede e non è in grado di trasmettere a qualcun altro . Quell'amore, che invece si è impossessato in maniera devastante del cuore di Gorsky, che, guidato ciecamente dalla passione, sembra vivere solo grazie alla speranza e alla certezza che la sua donna tornerà da lui, nonostante gli anni, nonostante abbia ormai una famiglia, insomma... nonostante tutto. 

Un romanzo breve e delicato, scritto da una mano esperta, nonostante sia il suo esordio letterario. Pagine cariche di sentimenti contrastanti, di passione, di tragedia, ma tutto questo è descritto in maniera distaccata e composta, coinvolge il lettore senza straziarlo, come la differenza tra un caldo abbraccio e uno stritolamento invadente. Descrizioni minuziose e dialoghi brevi ma di sostanza caratterizzano questa storia d'amore, raccontata da una terza persona, che ha direttamente assistito  passo dopo posso lo svolgersi degli avvenimenti.

Cosa ho maggiormente apprezzato:
  • l'autrice nutre una passione per la letteratura russa e questo spicca moltissimo, all'interno del romanzo sono citati dei grandissimi e intramontabili autori, ho trovato questa scelta molto gradevole.
  • La caparbia di Gorsky, la sua ossessione, forse spinto dal rifiuto o dal desiderio verso qualcosa che al momento non può possedere e non può comprare.
  • I riferimento a " Il Grande Gatsby".


Spero che il mio umile commento possa avervi ispirati, per ora vi abbraccio, alla prossima,
Salvia

8 commenti:

Oggi sono io

23 APRILE 2015 #ioleggoperchè SONO UN MESSAGGERO!!!

sabato, aprile 25, 2015 Baba Desperate Bookswife 14 Comments




Buongiorno miei cari lettori come state? Oggi ho deciso di condividere con voi la mia esperienza da Messaggero di "#ioleggoperchè.

Il 23 aprile è la giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, così, grazie all'Associazione Italiana Editori, prende vita il progetto #ioleggoperchè, nato proprio per stimolare la voglia di leggere e conoscere, in soggetti che magari non sono proprio dei frequentatori abituali di biblioteche e librerie. Purtroppo, in Italia, praticamente la metà della popolazione legge pochissimo. Per me che sono una divora-pagine è quasi inconcepibile, ma, come mi dice sempre Burro, il mondo è bello perchè è vario: a te piace leggere e ad un altro piace andare in bicicletta.
Ok, posso essere d'accordo, ma fino ad un certo punto. Io non sostengo che si debba trascorrere tutto il proprio tempo libero con un libro in mano, proprio perchè per fortuna ognuno di noi ha interessi differenti, ma prima di andare a dormire, mezz'ora al giorno, possibile che non si abbia voglia di scoprire una nuova storia, di immergersi nella vita di qualche personaggio fantastico? Io penso che morirei (ammetto di aver avuto pause di riflessione...come spesso accade anche nei fidanzamenti più solidi, ma poi sono sempre tornata ;-) ).



Altro argomento che scotta: il tipo di letture.
C'è chi considera "cultura" solo un certo tipo di letture, ben scelte e selezionate, tutto il resto viene considerato proprio spazzatura.
Anche in questo caso, non concordo con codesta presa di posizione, onestamente piuttosto che ragazzine quattordicenni trascorrano la giornata a giocare a Candy Crash oppure sul tablet a cercare siti di make up, preferirei leggessero anche solo un romanzetto rosa di poco spessore, sempre una lettura è, meglio di niente. Non importa cosa tu legga, ma leggi. Questo passatempo aiuta a sviluppare la mente, migliora la concentrazione, aumenta il volume e la qualità del proprio lessico, e sopratutto permette di sognare ad occhi aperti. Non tutti sono in grado di sopportare letture di un certo calibro, non tutti posso apprezzare "Il maestro e Margherita", ma sarebbe un gran successo comunque se tutti avessero un libro sul comodino, meglio un Harmony di niente.

Mi sono dilungata anche troppo, come vi ho scritto prima, io ero un Messaggero, ovvero avevo a disposizione un Kit di dodici libri da regalare a persone che abitualmente non fanno uso di pagine stampate per allietare i propri pomeriggi!!

I titoli a mia disposizione:


Sinossi: Qui







Sinossi: Qui 





E' stata una giornata piacevole, ho spiegato agli ignari passanti il mio compito e tutti hanno apprezzato e accettato il mio dono, magari per alcuni sarà prezioso e per altri meno, ma almeno tre mi hanno detto che proveranno a leggere il libro con piacere.

Purtroppo però, mi rendo conto che forse per un paio di persone che mi hanno espresso il desiderio di leggere storie d'amore, queste copie non fossero proprio adeguate, ma tutto non si può avere, questa esperienza è sicuramente migliorabile, ma almeno è stata organizzata ed è stato proprio un bel passo avanti.

Inserisco alcuni scatti che testimoniano i sorrisi dei poveri tapini che ho fermato per strada!!




Alla prossima, un bacio
Salvia

14 commenti:

Le pillole di Ste,

Le pillole di Ste #3 : Follett non delude!

venerdì, aprile 24, 2015 Baba Desperate Bookswife 6 Comments


Buongiorno miei cari, siamo arrivati praticamente a metà settimana e devo dire, che per una "a-social" come me...di impegni ne ho presi! Ieri un compleanno, questa sera una cena da amici, venerdì un film con una compagna delle lontane scuole medie, sabato festicciola tra bimbi e domenica pic-nic. Come arriverò a lunedì??? Non chiedetemelo. Avete sentito o no la mancanza di Ste? Io tantissima, quindi ecco che vi propongo una sua lettura.





Titolo: I Giorni dell'eternità
Autore: Ken Follett
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 1224
Prezzo: 25,00€
Pubblicazione: 16 settembre 2014

Sinossi:
I giorni dell'eternità è l'appassionante conclusione dell'epica trilogia "The Century", dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto "Secolo breve": le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, le prime sfide per la conquista dello spazio come simbolo di superiorità tra le due superpotenze, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, il Vietnam, lo scandalo del Watergate, ma anche i Beatles e la nascita del rock'n'roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l'occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chru¿cëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull'orlo di una crisi che sembra senza via d'uscita. I giorni dell'eternità è l'affascinante racconto di un'epoca ricca di svolte la cui eco si fa ancora sentire ai giorni nostri, gli anni della contestazione e dei grandi movimenti di massa, anni in cui la lotta per la supremazia tra blocco sovietico e blocco occidentale, con il pericolo ricorrente di un conflitto nucleare apocalittico, ha influenzato la vita di milioni di persone. Con il tocco di un vero maestro, Ken Follett ci porta in un mondo che pensavamo di conoscere, ma che ora non ci sembrerà più lo stesso.

COMMENTO DI STE:

Buongiorno bella gente!!! Finito ieri sera il terzo e ultimo monumentale capitolo della trilogia Century di Ken Follet: I Giorni dell'Eternità . Monumentale perchè è quasi 2000 pagine (e meno male che era in Flipback), e monumentale perchè ha attraversato quasi 50 anni di eventi. Attraverso le storie incrociate di 5 famiglie ha cercato di riassumere l'impossibile e velocissimo '900. Un secolo che non conosciamo perchè lo abbiamo vissuto ma proprio perchè ci siamo passati in mezzo abbiamo la tentazione di rimuovere molte cose dalla memoria a breve termine.
La Guerra Fredda,la crisi di Cuba,la segregazione razziale,il Muro di Berlino e la DDR,Kennedy e Martin Luther King,la Guerra in Vietnam,l'URSS e i suoi Gulag, e i mille e mille rivoli creati dalla storia umana.
E' riuscito a raccontare benissimo i singoli eventi inserendo ottimamente personaggi fittizi in contesti reali. Mi sono emozionato e ho ricordato. Ho rivissuto il crollo del Muro,ho sofferto per le manganellate in Alabama...
2000 pagine di vere e profonde emozioni!!!
All'inizio ero titubante perchè dopo i primi due avevo paura che fosse soltanto una prolissa conclusione e invece mi ha stupito piacevolmente per la terza volta!
Contentissimo!!!



Ciao Ste, a presto. Non dimenticarti di noi!!!

6 commenti:

Malvaldi,

Recensione: "La carta più alta" di Marco Malvaldi

mercoledì, aprile 22, 2015 Baba Desperate Bookswife 5 Comments

Oggi è una giornata strana, gira tutto storto e non ne comprendo la ragione. Una cosa positiva c'è: la recensione del quarto libro di Malvaldi. Mi sono appassionata a questa serie da subito e ho centellinato le mie letture perchè durassero più a lungo possibile. Me ne manca solo più uno e poi spero vivamente che l'autore ce ne porga un altro sul piatto d'argento.











Titolo: La carta più alta
Autore: Marco Malvaldi
Casa Editrice: Sellerio Editore Palermo
Genere: Giallo
Pagine: 198
Prezzo: 13,00€

Sinossi: Qui Sito Sellerio

Notizie sull'autore: Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice i romanzi della serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque , 2007;  Il gioco delle tre carte, 2008;  Il re dei giochi, 2010;  La carta più alta, 2012), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche  Odore di chiuso  (2011, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi,  Milioni di milioni  (2012) e  Argento vivo  (2013).

VOTO



RECENSIONE
Quarto episodio della Serie del Bar Lume. (La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta).

In un paesello toscano affacciato sul mare, geograficamente situato tra Pisa e Livorno, si trova un Barre di tutto rispetto, che porta il nome di Bar Lume. Codesto Bar, situato per la precisione a Pineta, è gestito da un matematico, che dopo aver vinto al totocalcio ha deciso di mandare tutti (scusate il francesismo) a fare in culo e si è dato all'imprenditoria. Il personaggio in questione si chiama Massimo, famoso per le occhiate lanciate alle generose tette della sua barista Tiziana e odiato dai clienti che vorrebbero sorseggiare un cappuccino dopo pranzo e immancabilmente non viene loro servito perché dopo le 10.00 a.m. non si  può più bere e se lo ordini hai dei gusti di merda.
I protagonisti del romanzo e i veri padroni del bar però, sono quattro vecchietti strampalati: Nonno Ampelio, Aldo l'intellettuale ristoratore, il Rimediotti pensionato e il Del Tacca del comune. Aver a che fare con loro è come dover fare da baby sitter a quattro bambini...di ottant'anni, mangiano, bevono, si sbrodolano, fanno pipì ogni ora e parlano  al televisore.

Posso affermare che questo sia il migliore capitolo della serie scritta da Malvaldi. "La carta più alta" un giallo deduttivo, di impostazione classica, ma oltre alla ricerca ossessiva dell'assassino, c'è molto di più: l'ironia è un ingrediente fondamentale, in aggiunta alle perle che ogni tanto Marco tira fuori dal taschino come fossero zuccherini.

Io non sono toscana, sono un incrocio ben mescolato, sono un imbastardimento di più razze e paesi ma purtroppo della patria di Dante non ho nemmeno una goccia di sangue, però, quando sento quella cadenza, quell'accento...mi sento in pace con me stessa. Malvaldi fa proprio questo, mi permette di staccare la spina, e di catapultarmi con lui al bar, di giocare a briscola con gli ottuagenari e di vedere la faccia del Commissario Fusco ogni qual volta un componente del Bar gli "stracci i maroni". 

Cosa ho apprezzato maggiormente:

  • Un vecchio decesso, un caso riaperto, i consumatori abituali di caffè e gelati urlano: "omicidio, omicidio, omicidio!"
  • Massimo non si smentisce mai, è un ficcanaso e non riuscirebbe a star fuori dalle indagini nemmeno se volesse. Non perde il suo sarcasmo nemmeno sotto ricovero ospedaliero, un mito.
  • L'ironia che trasuda dalle piccole pagine edite da Sellerio, non si può non rimanere incantati tra un sogghigno e l'altro.
Cosa mi è piaciuto meno:
  • Ho paura a leggere l'ultimo pubblicato!! Questo mi è piaciuto troppo :-)

Se non avete mai sentito parlare di questa serie...procuratevela perchè merita! 
Alla prossima...
Salvia


5 commenti:

Mondadori,

Recensione: "Una più Uno" di Jojo Moyes

lunedì, aprile 20, 2015 Baba Desperate Bookswife 14 Comments

Buongiorno ragazzi come state? Finalmente, finalmente, finalmente. Perchè vi chiederete? Ho acquistato il romanzo della Moyes puntualissima come un orologio svizzero, però...peccato che sia stato messo in vendita nelle libreria a gennaio e io invece lo abbia letto solo ad aprile. La domanda che mi faccio spesso è: ma perchè continuo a fiondarmi in libreria quasi sgomitando se poi romanzo viene semplicemente riposto su di un altro scaffale? La mia sarà una malattia :-)










Titolo: Una più Uno
Autore: Jojo Moyes
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 366
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione: 2/01/15

Sinossi: Sito Mondadori

Note Sull'autrice: È nata ed è cresciuta a Londra. Ha lavorato come giornalista da Hong Kong per il «Sunday Morning Post» e per dieci anni all’«Indipendent», ma dal 2002, dopo il successo del suo primo romanzo, si dedica a tempo pieno alla narrativa. È autrice di oltre sette romanzi, tutti best seller internazionali e vincitori di numerosi premi letterari. In Italia sono stati pubblicati: Foto di famiglia (Sonzogno, 2003), Silver Bay (Mondadori, 2009), L'ultima lettera d'amore (Elliot, 2011), Io prima di te (Mondadori, 2012) Luna di miele a Parigi, La ragazza che hai lasciato, Una più Uno. (Mondadori, 2014). Vive in una fattoria dell’Essex con il marito giornalista e i suoi tre figli.


VOTO


COMMENTO:
Come immaginerete ho letto moltissime recensioni a riguardo, un sacco di blogger (più seri e puntuali di me) hanno già commentato questo libro,  e purtroppo molti appaiono delusi da questa lettura che alcuni hanno definito addirittura noiosa. Non vi dico quanto io mi sia spaventata. Però una premessa va fatta: non mi sono ancora imbattuta nel romanzo  di punta della Moyes, ovvero "Io prima di te", quindi, quando sento paragoni del tipo "Non mi ha dato le stesse emozioni, non ho versato altrettante lacrime, etc..."  mi sento un po' fuori dal giro, poichè non posso fare paragoni con il "colosso".
Sarò una voce fuori dal coro, magari avevo aspettative basse, ma a me è piaciuto. Volete sapere un'altra cosa? Ho versato qualche lacrimuccia di tanto in tanto, quindi, le emozioni, seppur moderate, ci sono state.
Questa è la storia di una giovane mamma inglese ventisettenne di nome Jess, single da due anni, con sulle spalle una figlia naturale di dieci e un figlio acquisito di sedici un po' Emo, ma la ciliegina sulla torta è Norman, un enorme cane peloso grosso quanto un vitello, puzzolente come un maiale e bavoso come una lumaca.
La loro situazione quotidiana è disperata: l'ex compagno di Jess se n'è andato e con la scusa della depressione galoppante non ha minimamente contribuito al mantenimento dei figli, i due ragazzini sono presi di mira dai figli dei vicini, che spesso alzano violentemente le mani sul magro e innocuo  Nichy e si prendono gioco dell'intelligentissima Tanzie. 
Ma chi ha detto che non può esserci una svolta? Un'inaspettata proposta da una prestigiosa scuola privata potrebbe cambiare il futuro della piccola cervellona, ma nonostante la retta venga coperta dalla borsa di studio per il 90%...il denaro in possesso dalla famiglia non è sufficiente, così decidono di partire per la Scozia per partecipare ad un'Olimpiade di Matematica per vincere un premio decisamente ricco.

Un viaggio per attraversare un intero paese, a bordo di un'auto di un quasi sconosciuto imprenditore, cinque corpi in uno spazio limitato lanciati alla velocità di sessanta chilometri orari per percorre quasi novecento chilometri. Uno scoprire piano piano i sentimenti delle persone, le loro manie e i piccoli segreti. La Moyes riesce con destrezza e senza  mai calcare troppo la mano, ad accompagnarci  a conoscere le creature nate dalla sua penna. Una storia d'amore nata lentamente nella sua velocità fulminea e una donna che non vorrebbe aiuto ma a denti stretti lo deve ricevere per il bene dei suoi figli.

Conosceremo una madre sola, e ci stupiremo della forza che può uscire da un piccolo e minuto corpicino; Jess è indistruttibile, non si abbatte di fronte a nulla e nonostante svolga i lavori più umili, il buon umore non la abbandona mai. Ha deciso di prendersi cura di un figlio non suo e svolge questo compito alla perfezione, abituata a far conti minuziosi per arrivare a fine mese e ogni volta deve inventarsi un escamotage perchè non le stacchino il gas. Jess purtroppo non è un personaggio inventato, l'autrice ci ha sapientemente ricamato sopra, ma di donne del genere ne conosco tante, ed è bello che siano le protagoniste di un romanzo non fiabesco, perché per fortuna questa non è la storia di Cenerentola che trasferisce famiglia e cane puzzone  all'interno del castello del principe. Questa romanzo ci dona fiducia, perché è vero che le favole non esistono, ma la vita può pur sempre migliorare, almeno un po', basta non lasciarsi sopraffare dalla negatività (come me...).

Cosa ho maggiormente apprezzato:
  • l'idea di una storia diversa, un viaggio strampalato in automobile, magari un po' improbabile ma a tratti divertente.
  • I personaggi sono risultati credibili, tutti quanti, con i loro pregi e difetti.
  • Nichy è in assoluto il mio preferito; un adolescente adorabile nella sua complessità, un ragazzino che tanti definirebbero problematico ma io invece considero eccezionale.

Cosa mi è piaciuto meno:

  • Il mio voto non è salito al di sopra del quattro perché lo stile che l'autrice ha scelto non è di quelli che amo di più. Non sono certa di poterlo definire un romanzo corale, ma ogni capito è dedicato a quello che prova un determinato personaggio, nonostante il punto di vista rimanga sempre esterno. 

Alla prossima lettura!! A presto,
Salvia

14 commenti:

Elliot,

Recensione: "Il tizio della tomba accanto" di K. Mazetti

venerdì, aprile 17, 2015 Baba Desperate Bookswife 13 Comments

Buongiorno miei cari, oggi purtroppo non vi allieterò con una recensione positiva, questo romanzo mi ha delusa, troppo. Non che avessi chissà quali aspettative, ma era tanto che non mi capitava tra le mani una storia noiosa e questa volta ho fatto centro. Pazienza, non si possono mica sempre leggere solo romanzi eccitanti!!!










Titolo: Il tizio della tomba accanto
Autore: Katarina Mazetti
Casa Editrice: Elliot
Genere: Narrativa Rosa
Pagine: 240
Prezzo: 16,00€
Data: 2010

Sinossi: Qui Sito Elliot

Note sull'autrice: È giornalista alla radio svedese. Autrice di libri per ragazzi e di romanzi, ha avuto un successo incredibile grazie a  bestseller da oltre 500.000 copie, tradotto in numerose lingue, ancora in classifica in alcuni Paesi tra cui la Francia.  In Italia è stato pubblicato nel 2005 da Salani con un titolo completamente differente e nel 2010 è stato riproposto da Elliot con il titolo originale. 


VOTO

COMMENTO

Di questo libro mi ha subito colpita il titolo, che non lascia indifferenti, nonostante contenga la parola "tomba" mi ha messo di buon umore (strana io...). Ho pensato fosse una storia d'amore particolare ed eccentrica, e in effetti, lo è.

Desirèe ha superato la trentina, ma è già una vedova senza figli. Suo marito, un famoso ornitologo, è mancato da poco, investito mentre si recava in bicicletta ad osservare qualche rara specie. Un camion lo ha preso in pieno. E' una donna di città, viziata dalla mamma che l'ha sempre fatta vivere nella bambagia, porta sempre almeno un libro in borsa e lavora in una biblioteca. Ama l'opera, la poesia e tutto ciò che sia vagamente culturale. E' eccentrica, indossa abiti assolutamente poco sensuali e dai colori smorti. Biondissima e slavata, da lontano non la noterebbe nessuno. Così come la tomba di suo marito, anonima, minimal, nessuna decorazione superflua.

Benny è un contadino, anzi un allevatore (possiede la bellezza di 24 vacche), tutto il suo mondo è racchiuso all'interno della stalla e sopra il suo trattore John Deere, sgobba dal mattino alla sera e da quando è morta anche sua madre...non si da pace. La sua vita sentimentale è misera, adesso non ha più tempo, dopo aver lavorato anche diciotto ore deve preparare da mangiare e accendere la caldaia per farsi una doccia tiepida (siamo in Svezia...quindi proprio caldo non fa). La sua casa è tutta un pizzo e un merletto, le tende assomigliano a vestiti da sera di cattivo gusto, il suo abbigliamento da "festa" è talmente colorato da fare concorrenza ad Arlecchino, per non parlare delle cravatte, tutto tranne che sobrie. La sua unica lettura è: "Vita nei campi" e letto un libro...letti tutti e io  ne ho letto uno giusto l'anno scorso".

Come fanno due persone così ad innamorarsi? Non lo so, dicono che gli opposti si attraggano e forse è vero. Però, se la loro storia fosse fattibile, ce ne si accorgerebbe in fretta e uno dei due sarebbe disposto a fare delle rinunce e ad arrivare a dei compromessi per avvicinarsi alla propria metà così tanto desiderata. In questo caso non ho mai visto due persone più cocciute, più litigiose e orgogliose, sembra che si piacciano solo a letto e nemmeno loro capiscono il perchè...non si vedono nemmeno belli a vicenda! Gli insulti tra i due sono all'ordine del giorno e a lungo andare sono risultati davvero irritanti.
Io già non amo particolarmente il doppio punto di vista, e qui, in un capitolo vediamo il mondo con gli occhi della gracile e beige Desirèe e in quello dopo con gli occhi del bifolco e puzzolente Benny, ma se fosse solo questo ad infastidirmi non sarebbe poi così grave, il problema che entrambi sono, a mio avviso, insopportabili. Anche questo però vorrebbe dire poco, nel caso di "Noi" di Nicholls tutti i personaggi sono detestabili in egual misura ma il romanzo oltre ad essere ben scritto ha una solida base e una struttura interessante.
 In questo preciso caso è proprio la storia a stridere, fin da subito, tanto da farmi passare la voglia di terminare la lettura. Le vite private dei protagonisti sono monotone, senza pathos, Desirèe e Benny non sono nemmeno eccentrici a tal punto da voler approfondire la loro conoscenza. Persone anonime, in tutti i sensi, l'unica eccezione all'interno della loro vita è questa storia d'amore bizzarra, che però non trasporta il lettore e non genera aspettative (almeno, non a me). Perchè due e mezzo e non uno?? Perchè l'autrice scrive bene, l'umorismo non le manca e i capitoli sono molto brevi così che il romanzo scorra velocemente e nonostante non sia stata una lettura particolarmente piacevole l'ho finita in pochissimo tempo.

Cosa ho apprezzato maggiormente:
  • Capitoletti brevi e scorrevoli.
  • L'Ironia dell'autrice
Cosa mi è piaciuto meno:
  • la storia 
  • i personaggi 
  • il loro praticare sesso durante tutte le partite :-)
Leggerò il seguito e vi dirò se merita di più...ormai è a casa, non si butta nulla e poi una seconda possibilità si da a tutti!!


13 commenti:

Marsilio,

Novità in libreria!!

giovedì, aprile 16, 2015 Baba Desperate Bookswife 5 Comments

Buongiorno e buon giovedì a tutti miei cari. Oggi vi segnalerò qualche novità già in libreria e qualche prossima uscita. Ma conosciamoli meglio!!





Un romanzo d'amore, di quelli che ricordano i grandi classici.
Titolo: Il Grande Gorsky
Autore: Vesna Goldsworthy
Casa Editrice: Mondadori - collana omnibus
Pagine: 200
Prezzo: 16,00€
Pubblicazione: 14 aprile 2015

Link per l'acquisto: Mondadori

Sinossi: 
 Roman Gorsky è ricchissimo, misterioso, autoritario. Ha appena comprato un palazzo nel cuore di Chelsea e lo ha affidato a un architetto di grido con il compito di far sembrare, a confronto, Buckingam Palace una casetta. Ma soprattutto vuole che il suo palazzo ospiti la più strabiliante, seducente, autentica biblioteca del mondo. Lo scopo? Far innamorare una donna conosciuta tanti anni prima a Stalingrado, una donna che poi ha sposato un ricco finanziere inglese.
Gorsky è innamorato di lei da sempre, ha costruito il suo impero miliardario con il solo scopo di conquistarla. Ma non osa fare il passo decisivo.
Ha bisogno di un aiutante: un giovane libraio sedotto da questo sogno romantico. Così un pomeriggio entra in libreria, stacca un assegno e lo incarica di creare la biblioteca più completa del mondo, la biblioteca di un vero lettore. Un compito che scaraventa un ragazzo povero che ama leggere nel mondo pericoloso e scintillante dell'oligarchia russa. Riuscirà, con il semplice potere dei libri e della sua giovanile sconsideratezza, a rompere la distanza terrificante che separa i due amanti?

Notizie sull'autrice:
Vesna Goldsworthy è nata a Belgrado nel 1961 ma vive a Londra. Ha lavorato come giornalista per la BBC e ora insegna Inglese e Scrittura Creativa. Ha pubblicato fortunati libri per bambini e una raccolta di poesie che è stata acclamata dal premio Nobel J. M. Coetzee  e dal “Times Poetry Books of the Year” come una nuove voce nel panorama poetico inglese.



Un delicato e intenso romanzo sulle attese in cui tra le speranze e delusioni capita che la nostra vita si incagli.

Titolo: Le fragili attese
Autore: Mattia Signorini
Casa Editrice: Marsilio
Pagine: 252
Prezzo: 17,00€

Link per l'acquisto: Marsilio

Sinossi: Questa è la storia della Pensione Palomar, una vecchio stabile a due piani nel quartiere periferico di una grande città. Osservandola dalla strada, incastrata tra due palazzi, sembra appartenere a un tempo che non è più.  È la storia di Italo, il proprietario, che a quasi ottant'anni ha deciso di chiudere per sempre. Osserva passare gli ultimi giorni seduto dietro al bancone, mentre rilegge vecchie lettere d'amore scritte da una ragazza negli anni Sessanta. È anche la storia dei suoi ultimi ospiti: Guido, un professore d’inglese che deve insegnare a parlare a una bambina muta; Lucio Ormea, un uomo alla ricerca del padre che non vede da quando era piccolo; Il generale in pensione Adolfo Trento, convinto che la soluzione di ogni pace stia nella guerra; Ingrid, un'arpista con il polso spezzato che lavora come cassiera al supermercato e di notte si accompagna a uomini conosciuti per caso; e infine la domestica Emma, che ha fatto della Pensione Palomar la sua casa da ormai troppo tempo. Sono tutte persone ferme ai margini di un mondo che corre troppo veloce, in attesa che arrivi qualcosa, forse un treno che li porti via, verso una direzione qualsiasi, prima che sia troppo tardi. Mattia Signorini ci regala un delicato e intenso romanzo sulle attese in cui, tra speranze e delusioni, capita che la nostra vita si incagli. Attese spesso lunghe, fragili, a volte senza fine.


Notizie sull'autore: Mattia Signorini è nato a Rovigo nel 1980. Ha pubblicato Lontano da ogni cosa
(Salani 2007; TEA 2011) (Marsilio 2013). Ha fondato la scuola di scrittura creativa Palomar. I suoi romanzi sono tradotti in otto paesi. www.mattiasignorini.it


Pubblicato nel marzo 2014, dopo appena una settimana L’intestino felice è balzato al primo posto delle classifiche tedesche e ci è saldamente rimasto. Con un milione di copie, il libro è stato in assoluto il più venduto in Germania ed è in uscita in 30 paesi.
Titolo: L'intestino Felice
Autore: Giulia Enders
Casa Editrice: Sonzogno
Pagine: 156
Prezzo: 16,50€
Pubblicazione: 23 aprile 2015

Link per l'acquisto: Sonzogno

Sinossi: L’intestino è un organo pieno di sensibilità, responsabilità e volontà di rendersi utile. Se lo trattiamo bene, lui ci ringrazia. E ci fa del bene: l’intestino allena due terzi del nostro sistema immunitario. Dal cibo ricava energia per consentire al nostro corpo di vivere. E possiede il sistema nervoso più esteso dopo quello del cervello. Le allergie, così come il peso e persino il mondo emotivo di ognuno di noi, sono intimamente collegati alla pancia. In questo libro, la giovane scienziata Giulia Enders ci spiega con un linguaggio accessibile, spiritoso e piacevole, unito ai disegni esplicativi della sorella Jill, quel che ha da offrirci la ricerca medica e come ci può aiutare a migliorare la nostra vita quotidiana. 
L’intestino felice è un viaggio istruttivo e divertente attraverso il sistema digestivo. Scopriremo perché ingrassiamo, perché ci vengono le allergie e perché siamo tutti sempre più colpiti da intolleranze alimentari.

Notizie sull'autrice: Giulia Enders (1990) si divide fra Mannheim e Francoforte. Frequenta un dottorato di ricerca presso l’Istituto di Microbiologia e Igiene ospedaliera di Francoforte sul Meno. Per due volte ha ottenuto la borsa di studio della fondazione Wilhelm und Else Heraeus. Nel 2012, 
la sua conferenza Darm mit Charme (Il fascino dell’intestino) ha vinto il primo premio nel  Science Slam di Friburgo, Berlino e Karlsruhe, per poi diventare virale su YouTube. Tale successo è stato notato da un importante agente letterario che l’ha convinta a scrivere questo libro. Dal momento della pubblicazione, Giulia Enders è anche diventata una star mediatica, continuamente invitata a programmi televisivi e talk show.








5 commenti:

AAA...Autori Emergenti

AAA...Autori Emergenti #4: Elena Rose

mercoledì, aprile 15, 2015 Baba Desperate Bookswife 0 Comments

Eccomi, ho festeggiato proprio ieri la mia pupa che ha compiuto tre anni, e da quel momento la mia testa ha iniziato a girovagare sul tempo che passa troppo in fretta, sul fatto che in battito di ciglia avrà preso la patente e tutti vaneggiamenti del genere. Ma quello che mi importa più di tutto è poter godere ogni attimo della mia vita insieme a lei, accompagnarla mano nella mano ogni volta che avrà bisogno. Sarà che la vita è così strana e imprevedibile... non so quello che mi capiterà domani, quindi voglio vivere bene oggi. 

Casca proprio a pennello la presentazione di questo romanzo, un romance in verità, ma più profondo, una storia che inizia con una perdita. L'autrice, giovanissima, è dotata di una sensibilità al di fuori della media e ha scritto questa storia, che leggerò presto. Per ora vi presento Elena e il suo libro.





Titolo: Ti guardo da quassù
Autrice: Elena Rose
Casa Editrice: Auto pubblicato
Genere: Romance
Pagine: 220
Prezzo: 2,99€

Link per l'acquisto: Amazon

SINOSSI: Ginny sedeva al suo tavolo preferito bevendo latte macchiato. Aspettava le amiche di una vita per una serata fatta di pettegolezzi e risate spensierate. Il telefono prese a squillare e il suo mondo si ritrovò, d’un tratto, in bilico sul bordo di un baratro. Caroline, la ragazza con cui aveva condiviso tutto fin dai primi mesi di vita, giaceva immobile sull’asfalto con i capelli sporchi di sangue. Un pirata della strada l’aveva strappata alla vita e alle braccia delle sue amiche.
Da quel giorno per Ginny, nulla fu più lo stesso. I sorrisi avevano lasciato posto ai tormenti e i sogni erano stati sostituiti dal dolore. Ginevra si era chiusa nella sua bolla dove i ricordi erano banditi e il passato dimenticato, ma qualcosa o qualcuno l’avrebbero costretta ad affrontarli. Ian, con la sua schiettezza disarmante, cercherà di far tremare il suo mondo inventato, facendole scoprire il potere di un bacio e di un abbraccio. “La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.”
Un’emozionante storia che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.


NOTE SULL'AUTRICE
La parola direttamente ad Elena: 

Sono una ragazza di 21 anni che divora i libri e ama immergersi nei romanzi. Ho scoperto la mia passione per la scrittura qualche tempo fa grazie al mio blog, ne ho ricavato talmente tante soddisfazioni che ho voluto fare di più.Mi sono messa alla prova con qualcosa di più impegnativo e ho scoperto che amo scrivere romanzi.Tutti i miei cari mi sono sempre stati vicini e sono loro che, nella maggior parte dei casi, ispiravano i miei scritti. Sono una ragazza semplice che ha il vizio di mangiucchiarsi le unghie. Mi piace sognare e di sogni nel cassetto ne ho parecchi, forse troppi.

A presto miei dolci lettori, un abbraccio.
Salvia

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Corbaccio,

Immagini d'inchiostro #2: "La custode di mia sorella"

lunedì, aprile 13, 2015 Baba Desperate Bookswife 31 Comments

Buongiorno amici, con grande piacere oggi vi presento un libro che è diventato un film. In realtà dovrei ringraziare Alessia di "il profumo dei libri" perchè se non avessi partecipato alla sua challenge, non avrei mai e poi mai letto questo bellissimo romanzo! Preparatevi ad una storia forte, che comunque non vi lascerà indifferenti.





DAL LIBRO...

Titolo: La custode di mia sorella
Autore: Jodi Picoult
Casa Editrice: Corbaccio
Genere: Narrativa Straniera
Pagine: 428
Prezzo: 18,60€

Sinossi: Corbaccio

Note sull'Autrice: Jodi Picoult vive ad Hanover, New Hampshire, con il marito, i tre figli e numerosi animali domestici. Autrice di 23 romanzi pubblicati in 35 lingue e ha venduto più di 12 milioni di copie in tutto il mondo. Corbaccio ha pubblicato «La custode di mia sorella», «Il colore della neve», «Senza lasciare traccia», «Diciannove minuti», «Un nuovo battito», «La bambina di vetro», «Le case degli altri», «L'altra famiglia», «Intenso come un ricordo», «La solitudine del lupo» e, con Samantha van Leer, ">Incantesimo tra le righe».




COMMENTO:
Vi siete mai chiesti se sia facile prendere delle decisioni quando in ballo ci sono questioni familiari di vitale importanza? Vi siete mai domandati quanto la linea che divide il "giusto" dallo "sbagliato" sia sottile e quanto sia complicato camminarci in equilibrio sopra?

C'è una bella famiglia, composta da mamma, papà e due figlioletti. Vivono felici, realizzati, innamorati.Un giorno però, Sara scorge dei lividi sulla schiena della piccola Kate, così a soli due anni, le viene diagnosticata una rara forma di Leucemia . Il fratello Jesse, mamma Sara e papà Brian non potranno farci nulla, saranno impotenti di fronte ad una malattia mortale. Non potranno nemmeno rendersi utili donando il sangue, perchè non risulteranno compatibili. Ma ci sarebbe una soluzione, far nascere una sorella a Kate, una nascita studiata in laboratorio per permettere a piccola di avere un donatore sicuro.

Questa tanto attesa sorella si chiama Anna, oggi ha tredici anni e dopo ben otto ricoveri in ospedale e una miriade di donazioni, ha deciso di far causa alla famiglia per emanciparsi dal punto di vista medico. Non vuole più donare, vuole che le venga chiesto il suo parere visto che il corpo, fino a prova contraria, è il suo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un rene: sua madre la vuole obbligare a donare quest'organo alla sorella, nonostante le probabilità di riuscita siano molto basse e nonostante lei non lo voglia proprio fare, poichè ha deciso di avere il diritto di vivere una vita normale.

Un romanzo ingombrante, tosto, cattivo e senza peli sulla lingua. L'autrice, che non conoscevo se non per sentito dire, ha uno stile diretto, senza troppi fronzoli o giri di parole arriva al punto, scrive frasi che trafiggono il lettore come una doccia gelata sul viso, di prima mattina.
Il tema è toccante, bambini piccoli, malattie gravi, genitori che forse perdono la testa...ma non ho versato nemmeno una lacrima, ero troppo arrabbiata. Al contrario di quello ci potremmo aspettare, non sarà la malattia di Kate a renderci tristi, ma la solitudine di Anna, il suo essere invisibile, non contare nulla per la sua famiglia, se non come corpo compatibile. Una ragazza che ama la sorella più di se stessa, che ha deciso però di farsi rispettare.
Vivere in simbiosi con sua sorella, non poter mai concedersi una vita da ragazzina spensierata, non poter partecipare al campo estivo perchè Kate potrebbe avere bisogno di lei...ma sopratutto, quello che mi ha più ferita, è stato l'atteggiamento di Sara: Anna è sacrificabile, mentre Kate no. Come si può sentire una figlia? Come può crescere? Dunque non è vero che i figli sono tutti uguali agli occhi di chi li ha generati, semplicemente ce ne si accorge nei momenti più tragici? Troppe domende ho continuato a pormi durante tutta la durata della lettura.
Una storia di fantasia, ma l'autrice si dev'essere ispirata all'esperienza di sua figlia, anch'essa malata .
Protagonisti indiscussi due sentimenti: rabbia e impotenza.
Ho riflettuto a lungo, sono stata male, pensando alla mia creatura, alla fragilità della vita stessa. Ma funziona così, il mondo gira in questo modo e purtroppo non tutto finisce come vorremmo.
Preparatevi ad un colpo finale da maestro.

...AL FILM


Titolo: La custode di mia sorella
Regia: Nick Cassavetes
Genere: Drammatico
Anno: Settembre 2009
Durata: 109 minuti
Cast: Cameron Diaz - Abigail Breslin - Alec Baldwin -

Note sul Regista:  È nel 1996 che si inaugura una nuova carriera, quella di regista. Nonostante l'aspetto taurino e muscoloso, un po' minaccioso e testosteronico, Nick Cassavetes è un ottimo regista di pellicole sentimentali. Non per nulla, il suo esordio dietro la macchina da presa avviene con 
Una donna molto speciale (1996) dove dirige una scoppiettante Marisa Tomei e un più misurato Gérard Depardieu, ma (cosa più importante) persino sua madre, Gena Rowlands. Poi è la volta di Sean Penn e John Travolta ne She's so lovely - Così carina (1997), di Denzel Washington nel disperatoJohn Q (2002), Sharon Stone nel curioso Alpha Dog (2006) e Cameron Diaz nel lacrimoso La custode di mia sorella (2009).

COMMENTO:
Devo ammettere di trovarmi un po' in difficoltà poichè questo film da una parte è rimasto fedele al libro, ma dall'altra proprio per nulla. (lasciamo perdere il finale :-( , completamente rimodernato ).
Se il romanzo è totalmente incentrato sulla storia di Anna, il film è quasi del tutto concentrato sulla malattia di Kate, mentre la vicenda della sorellina risulta addirittura marginale, rimanendo alle fine, sullo sfondo.
Molto più lacrimevole del romanzo, è indiscutibilmente un bel film, recitato impeccabilmente da un cast  importante.

Vi lascio il trailer:



Alla prossima, with love...
Salvia

31 commenti:

AAA...Autori Emergenti,

AAA...Autori Emergenti #3: Recensione di "Una ragazza come me"

venerdì, aprile 10, 2015 Baba Desperate Bookswife 5 Comments

Buongiorno e buon venerdì. Già, siamo finalmente arrivati all'ultimo giorno lavorativo - o quasi -. Avete progetti per il fine settimana? Qualche fuga romantica oppure una bella visita culturale o semplicemente un po' di meritato riposo? Domani io preparerò una bella cenetta e poi domenica nulla in programma, anche se già so che Burro mi costringerà a fare qualche attività sportiva strana e spericolata. Ma bando alle ciance...vi avevo promesso le recensioni dei romanzi di autori emergenti segnalati? Eccomi qui!!!









Titolo: Una ragazza come me
Autore: Sara Tricoli
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Genere: Young Adult
Pagine: 178
Prezzo: 3,99€ e-book / 6,99€ cartaceo - per l'acquisto

Sinossi: Sul sito della Triskell

Note Sull'autrice: Sara è nata a Monza il 6 novembre 1974, è sposata ed è mamma di due bambini. E' diplomata in ragioneria ma non ha nulla della contabile. Ha scoperto solo in età adulta di essere dislessica. Forse è grazie a questo che riesce a inventare storie senza troppa fatica; le basta immaginarle come un film nella mente e scriverle.Ha tanti sogni, come tutti, ma sarebbe veramente felice se riuscisse ad avere una minima soddisfazione personale, magari pubblicando un suo lavoro riscuotendo un discreto successo.  


VOTO:

COMMENTO
Questa è la storia di Clara, una ragazzina quattordicenne trascurata e un po' asociale, i suoi genitori sono commercialisti affermati che la considerano un fallimento perchè ripetente già in seconda media.
Clara non cura il suo aspetto, i capelli sempre solo raccolti in una coda anonima, i soliti jeans abbinati ad una maglietta qualunque, grandi occhi marroni nascosti da una montatura troppo grossa e antica per la sua giovane età. Non ha amici e non vede l'ora che l'anno scolastico volga al termine per potersi nascondere in camera sua a disegnare, l'unica vera passione che coltiva segretamente.
Non si aspetta che i genitori Lorena e Bruno la vogliano trasferire per tutta la durata delle vacanze in una scuola estiva. Addio vacanze, addio pace e tranquillità, ma solo studio, studio e ancora studio per recuperare le materie più ostiche.

Clara è una ragazzina notevole, dotata di grande forza di volontà ma si porta sulle spalle una buona dose di insicurezza. In realtà, tutti i ragazzini protagonisti di questo romanzo sono insicuri: il cugino/migliore amico Moreno detto Morris, il figlio del professore vedovo Mirco, la bella Sara dai capelli rossi. 
La storia è commovente, i ragazzi provengono da famiglie agiate ma che per un motivo  o per l'altro trascurano i figli o per mancanza di tempo o perchè non in grado di comprendere i disagi di alcuni di loro. Clara e tutti gli altri devono ricominciare da capo, lontano dalla loro quotidianità, affrontare nuove conoscenze, condividere la propria privaci con altri, trascorrere mattina in aula mentre a casa i vecchi compagni sono al mare con la famiglia.
Le persone si rimettono in gioco e affrontano i problemi di petto, fanno amicizia e si creano delle forti alleanze che permettono la permanenza in luogo asettico e privo di divertimenti.

Lo stile invece pecca un pochino. Le frasi a mio avviso sono troppo brevi e  le continue spiegazioni dei comportamenti dei protagonisti dopo un po' risultano ripetitive, perchè spesso un atteggiamento o una frase non necessita di una spiegazione, ma è sottinteso il significato che può assumere.
A parte questo, la storia è davvero gradevole e si vede proprio che l'autrice ci ha messo anima e cuore, l'argomento è sentito ma sopratutto è una storia che dovrebbero leggere tutti, sopratutto a scuola, perchè l'emarginazione causata dall'ignoranza esiste ancora oggi, "se non ti comprendo ti elimino", è la strada più semplice, sopratutto in età scolare dove essere nel gruppo dei fighi è  più importante di tutto il resto.

Cosa ho apprezzato maggiormente:

  • Dalle parole scritte dall'autrice traspare la sofferenza e la fatica. Indipendentemente dalla storia d'amore, Clara e alcuni ragazzi della scuola hanno lottato con i denti per ricominciare e la forza di volontà è più che lodevole, sopratutto quando alla partenza si è già in svantaggio.
Cosa mi è piaciuto meno:
  • Come ho già scritto credo che lo stile sia ancora un pochino acerbo, ma la capacità dell'autrice di trasmettere emozioni non è per nulla trascurabile.
Al prossimo appuntamento!!! With love...
Salvia

5 commenti:

Garzanti,

Le Pillole di Ste #2: Altra grande delusione...questa volta un brutto giallo

mercoledì, aprile 08, 2015 Baba Desperate Bookswife 0 Comments


Eccoci! Come state? Le letture del nostro amico ligure vanno un po' a rilento a causa di una trasferta lavorativa, ma come potete notare non ci ha abbandonato del tutto. Accontentiamo del poco che scrive!!



Titolo: Dove il sole non sorge mai
Autore: Giorgio Scerbanenco
Casa Editrice: Garzanti
Genere: Giallo
Pagine: 194
Prezzo: 9,90€

Sinossi: Link Amazon











COMMENTO DI STE:


Visto che questa mattina non si riesce proprio a dormire ma non per colpa di vicini rumorosi ma solo perchè ho l'orario biologico un po' sballato in questo periodo, almeno sono riuscito a finire il libro di Giorgio Scerbanenco "Dove il sole non sorge mai" (ieri l'eclissi e oggi nuvoloso.....l'ha letto anche il meteo???). Libretto piccolo e in teoria veloce ma in realtà un bel mattoncino più che altro perchè la storia proprio non ha ritmo e non decolla mai. Proprio noioso. La Sinistalqui è una contessina friulana di 15 anni che rimane orfana di entrambi i genitori; viene affidata alle cure di sua nonna materna che vive a Genova e che pratica il più antico mestiere del mondo. La ragazzina disgustata dall'allegra parente fugge a Roma dal suo adolescente e romantico amore: Tonio Karr,figlio di un'importante famiglia di editori di chiara origine tedesca. Giovane e sprovveduta si affida,per raggiungere la Capitale,a tre ricchi e annoiati figli di papà che per passare il tempo compiono rapine e delitti vari.Viene coinvolta così nel furto di 4 milioni di Lire (siamo nel 1971) e viene accusata di complicità con i suddetti amici.
Finisce prima in riformatorio e poi in una grigia casa di correzione per minori come prevedeva il Codice Penale di allora (a Genova esisteva la famigerata nave nera dell'Istituto Garaventa ancorata ad un molo in porto e usata come minaccia da più di un genitore stanco delle marachelle dei propri pargoli esagitati...anche dei miei!!!)
Gli istituti erano delle galere mascherate dove i corrigendi dovevano essere rieducati alla vita civile e vi restavano anni.
Emanuela trova il modo di fuggire e cerca di raggiungere il suo amore lontano. Tonio cerca di tirare fuori Emanuela da quel torbido ingranaggio. Alla fine si scoprirà che lei era pure innocente perchè a compiere la rapina era stata un'altra ragazza che poteva assomigliargli e che ha scaricato la colpa su di lei.
Si arriva quindi al lieto fine ma senza un sussulto o un momento che sia almeno leggermente esaltante; solo una grigia descrizione dell'istituto e un noiosissimo finale.
Pessimo!!!












0 commenti:

Neri Pozza,

Recensione: "Shantaram" di Gregory David Roberts

lunedì, aprile 06, 2015 Baba Desperate Bookswife 24 Comments

Allora avete scartato le uova di Pasqua? Vi siete ingozzati di cioccolato e avete montato le sorpresine? Mia figlia ne ha aperte ben cinque, adesso devo nascondere tutto questo concentrato di cacao e zucchero altrimenti fa indigestione! Come avrete notato...per bel 10 giorni ho letto un libro di quasi 1200 pagine e finalmente, proprio il giorno di Pasquetta pubblico il mio commento. Eccolo!!







Titolo: Shantaram
Autore: Gregory David Roberts
Casa Editrice: Neri Pozza
Genere: Storia vera
Pagine: 1184
Prezzo: 22,00€

Sinossi: Sito Neri Pozza Qui

Note sull'autore: Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Dal 1972 al 1975, è uno dei leader del movimento studentesco. Nel 1977 compie la sua prima rapina con una pistola giocattolo. Viene catturato nel 1978 e, nello stesso anno, scappa dal carcere di Pentridge. Nel 1982 è a Bombay, poi tra i combattenti mujaheddin in Afghanistan, dove viene ferito in azione e trasportato in Pakistan. Nel 1990 è arrestato a Francoforte e imprigionato nel carcere di massima sicurezza di Preungesheim. Estradato in Australia, dopo due anni di confino e quattro di reclusione, scrive  best seller nei numerosi paesi in cui è stato pubblicato. I diritti di riproduzione cinematografica del romanzo sono stati acquistati da Johnny Depp.


VOTO:

COMMENTO:
Partiamo da questo concetto: dovrei scrivere un post chilometrico, non tanto perchè il libro in questione sia lungo, ma perchè al proprio interno è celato un mondo, una vita, insomma sarà dura buttar giù questa recensione, ma io ci provo e se peccherò voi mi perdonerete.

Sono quasi stata obbligata a leggerlo, per una questione morale: quando una serie di coincidenze ti portano sempre nel medesimo luogo, non puoi non ascoltare quella vocina che ti sta parlando. E' più di un anno che questo libro mi insegue e io non faccio che scappare. Prima in una grande libreria di Torino, mi venne consigliato dalla commessa, poi una coppia di amici qualche mese dopo me lo descrissero come un romanzo da non perdere, poi nuovamente la mia libraia me lo consigliò. Lo trovai al mercatino dell'usato qualche mese fa e lo pagai due euro, in ottimo stato, non ho potuto ignorare l'ennesimo richiamo. Prima di me però l'ha letto Burro (mio marito) e l'ha eletto il suo romanzo della vita. Ok, mi sono decisa, grazie ad un sondaggio tra LGS andato male...l'ho preso in mano e ho cominciato ad addentrarmi, in punta di piedi, nella vita di Linbaba.

Un uomo, che contemporaneamente è un fuggiasco, un galeotto, un evaso, un australiano con una taglia bella pesante sulla testa, scappato da un carcere di massima sicurezza, condannato per aver fatto una rapina a mano armata (con una pistola giocattolo) e rinchiuso in uno dei peggiori posti immaginabili. Dopo aver subito angherie e soprusi di ogni genere scappa, senza pensarci troppo, prende un aereo grazie ad un passaporto falso e si ritrova a Bombay. E' un ex tossico, si faceva di eroina  e le rapine servivano proprio a quello scopo, mantenere il suo vizio, tenersi in vita per assicurarsi una morta certa ma surreale.
In suo nuovo inizio nella caotica capitale inizia con un incontro fortunato, Prabaker, un piccolo uomo indiano, gentile e servizievole fino alla nausea, che lo accompagnerà a cercare una sistemazione per lui e la sua chitarra e diventerà la sua guida turistica.

Qualsiasi cosa io scriva...risulta riduttiva. Il viaggio incredibile di questo uomo è al limite del possibile e del credibile. E' un'odissea contemporanea, ma il protagonista, invece di essere un eroe...è un uomo semplice, un criminale in fondo, un uomo che non ha nessun problema ad infrangere la legge. Proprio su questo punto mi vorrei soffermare: la bontà di un "criminale". Nell'immaginario comune, una persona che delinque, obbligatoriamente non può essere buona o di cuore. Lin invece ci dimostrerà il contrario, una persona che ha sbagliato, che non ha mai necessariamente ed esplicitamente dichiarato di pentirsi, che però ha un'umanità e un cuore di una capienza spropositata. Un uomo che non ha nessuna difficoltà a rischiare la sua vita per salvare qualcun altro, un giovane "gora inculasorelle" (bianco) che si è messo a disposizione degli abitanti dello Slum (baraccopoli) che lo ha ospitato.
Molto interessante è il sentimento provato per un boss mafioso che lui considera un padre, Khader , per quest'uomo farebbe qualsiasi cosa (e lo ha fatto), in cambio gli basta ricevere un sorriso carico d'affetto. Lo stesso vale per Karla, l'enigmatica donna svizzera per la quale nutre un sentimento inspiegabile, l'amore (forse non corrisposto) per lei lo terrà in vita e gli farà superare i momenti più ostici. Infine c'è l'amicizia per due uomini strani e strampalati uno è Prabaker e l'altro è Abdullah, personaggi che lui considera fratelli, completamente diversi l'uno dall'altro, ma ai quali è legato da un corda che nessuno sarà in grado di tagliare.

Un romanzo completo quello di Roberts, avrà anche impiegato tredici anni a scriverlo, ma caspita, sono stati impiegati bene: all'interno di questa storia troviamo amore, azione, guerra, mafia, thriller, avventura, filosofia. E' riuscito a dare il giusto peso ad ogni argomento, ci ha permesso di sognare proprio grazie alla strana relazione che lega Karla e Lin, abbiamo tastato con mano il valore dell'amicizia, quella vera, abbiamo combattuto coraggiosamente mangiando polvere, ci siamo arrampicati a dorso di cavallo su sentieri montani in notti senza luna, ci siamo disintossicati dall'eroina  e abbiamo avuto le convulsioni dal dolore e dalla paura di affacciarci troppo presto alla morte, abbiamo parlato di massimi sistemi e riflettuto sul significato della felicità, siamo stati pestati a sangue, letteralmente scuoiati vivi da gente protetta da una divisa.

Perchè 4 e mezzo e non 5? E' bellissimo, ma non è stato amore al 100%. Perchè ho sofferto, pianto, riso e sperato, ho provato dolore, agonia, paura, ma se mi facessero la fatidica domanda: lo rileggeresti? No, non lo farei. Forse perchè è troppo lungo per i miei gusti o forse perchè tutte quelle pagine a filosofeggiare fumando Hashish sono le uniche che mi hanno un po' annoiata. Oppure perchè quando troppe persone ne parlano e lo classificano meraviglioso...ci si aspetta sempre un miracolo.

Lo consiglieresti? Si e vivamente anche, ma non a tutti. Il primo approccio con questo libro l'ho avuto alla Feltrinelli tanto tempo fa. Una donna chiese alla commessa un romanzo da far leggere a suo figlio ventenne, voleva una storia che lo "acchiappasse" ma anche una storia nella quale potesse  immedesimarsi, perchè suo figlio, abitualmente, non perdeva tempo a leggere. La commessa che ha fatto? Ha cercato di propinargli questo titolo. NOOOOOOOOO meno male che non l'ha comprato. Non è un libro per tutti, è bellissimo, ma io conosco qualche Lettore che lo detesterebbe. E sopratutto, un ragazzo benestante di vent'anni, annoiato e non lettore, non credo che potrebbe sentirsi coinvolto in questa storia.

Cosa ho apprezzato maggiormente?
  • Mi sono letteralmente persa nella storia, per due notti di fila ho sognato questo romanzo e al risveglio ho iniziato a preoccuparmi. E' stato un viaggio, un bel viaggio impegnativo e a volte non piacevole, perchè assistere passivamente a determinate scene ha fatto un male tremendo.
  • L'autore rapisce letteralmente chi legge, grazie allo stile semplice ma d'effetto.
  • Prabaker, l'ho amato, senza riserve. la sua spontaneità, quasi a sembrare stupidità a volte, mi ha folgorata. E' il personaggio che mi manca di più, l'amico che vorrei, il piccolo indiano buono e generoso con il quale andrei ovunque, e proprio in questo momento, mentre sto scrivendo queste parole che due bei goccioloni mi scendono dagli occhi :-(
Cosa mi è piaciuto meno:

  • La filosofia, ecco tutto quel pensare ai massimi sistemi non mi ha permesso di assegnargli un bel 5. Ho trovato tante pagine, non come definirle, ma di troppo. Ci sta un po' di filosofia, è interessante anzi, ma il troppo, stroppia. 
E voi? Lo avete letto? Alla prossima, with love...

Salvia

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